Il patrimonio storico e artistico della Diocesi di Nardò-Gallipoli conquista le pagine di Bell’Italia. La prestigiosa rivista nazionale ha dedicato un ampio servizio al Museo diocesano di Nardò e, in particolare, alle monumentali ante dipinte dell’antico armadio nel quale erano custodite le reliquie dei santi.
L’approfondimento, firmato da Andrea Nante per la rubrica «I tesori dei musei diocesani», porta il titolo Santi barocchi custodi delle reliquie e riserva all’opera una suggestiva apertura a tutta pagina, restituendone al lettore la ricchezza figurativa e la teatralità tipicamente barocca.
Attribuite a Francesco Solimena, tra i maggiori protagonisti della pittura italiana tra Sei e Settecento, le due ante sono oggi collocate in una posizione privilegiata all’interno del percorso espositivo del Museo diocesano. Il recente restauro ha consentito non soltanto di recuperare la qualità cromatica e compositiva dei dipinti, ma anche di sostenerne con maggiore convinzione l’attribuzione al maestro napoletano.
L’opera si inserisce nella stagione di profondo rinnovamento che interessò Nardò durante l’episcopato di mons. Antonio Sanfelice, alla guida della Diocesi dal 1708 al 1736. Furono gli anni nei quali il linguaggio barocco trasformò il volto della città, interessando la Cattedrale, il palazzo vescovile, il Seminario e numerosi altri edifici religiosi e civili. Un cambiamento al quale contribuì anche Ferdinando Sanfelice, fratello del Vescovo e autorevole architetto del tempo.
Sulle due ante, disposti in un solenne consesso celeste, compaiono santi, martiri e figure legate alla tradizione ecclesiale. Le loro immagini non avevano una funzione meramente decorativa: introducevano e custodivano simbolicamente le reliquie conservate nell’armadio, costruendo un dialogo tra pittura, devozione e memoria della Chiesa neretina.
Il servizio di Bell’Italia accompagna il lettore anche alla scoperta della città e del suo tessuto urbano, nel quale chiese, palazzi e scorci raccontano ancora oggi la lunga stratificazione della sua storia. Uno spazio specifico è riservato al Museo diocesano, intitolato a mons. Aldo Garzia e ospitato al primo piano dell’antico Seminario. Inaugurato nel 2017 e ampliato nel 2025, il Museo raccoglie opere, argenti, tessuti, sculture e testimonianze provenienti dalla Cattedrale e dalle chiese della Diocesi.
La pubblicazione sulla prestigiosa rivista rappresenta un importante riconoscimento per il lavoro di tutela, studio e valorizzazione portato avanti in questi anni. Allo stesso tempo, offre al patrimonio diocesano una significativa vetrina nazionale, capace di condurre nuovi visitatori nel cuore di Nardò e nelle sale di un museo nel quale la bellezza non è soltanto custodita, ma continua a raccontare la fede, la storia e l’identità di un intero territorio.







