Un pomeriggio di luce, carezze e speranza. Quello vissuto ieri nel cuore della nostra città non è stato un semplice appuntamento istituzionale, ma un autentico itinerario di prossimità che ha visto l’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta farsi pellegrino tra le pieghe dell’accoglienza e del servizio.

 

 

Un pomeriggio denso di significato, di volti sorridenti e di mani operose quello vissuto presso il doposcuola laltrascuola, realtà educativa che, in collaborazione con la parrocchia cattedrale, rappresenta da anni un presidio di accoglienza, inclusione e crescita per tanti bambini provenienti da diverse nazioni. 

Il presule è stato accolto con calore e semplicità dal responsabile Cesare De Giorgi. In un clima di festa, mons. Panzetta ha attraversato le aule dove ogni giorno si compie il “miracolo dell’integrazione”. Tra lo stupore dei bambini presenti – piccoli cittadini del mondo provenienti da svariate nazioni – l’arcivescovo ha donato parole di incoraggiamento, sorrisi paterni e un caloroso augurio di Buon Natale che ha riscaldato i cuori dei presenti. Ha visitato gli ambienti nei quali si svolgono le attività educative e di accoglienza: spazi vivi, colorati, animati dall’impegno paziente dei volontari che, con dedizione e competenza, accompagnano i più piccoli nel loro percorso scolastico e umano, valorizzando le differenze come ricchezza mostrando come la formazione e lo studio diventino ponti insostituibili per abbattere ogni barriera promuovendo una concreta cultura dell’incontro. 

Il pomeriggio è proseguito poi nei locali della parrocchia San Pio X, concessi in uso all’Ufficio diocesano Migrantes, per l’inaugurazione dei nuovi spazi che ospiteranno il progetto Bimatumaini. Un nome che evoca mondi lontani e promesse vicine: in lingua swahili significa infatti “donne di speranza”.Un nome che già racchiude l’anima profonda dell’iniziativa: un progetto pensato come un laboratorio sartoriale d’eccellenza, un luogo dove la creatività si fa riscatto attraverso la creazione di abiti, accessori, lavori all’uncinetto e pittura. Qui, la fragilità si trasforma in bellezza

Dopo l’ascolto della Parola di Dio e prima del rito di benedizione, l’arcivescovo Panzetta ha offerto una riflessione intensa e attuale. Con parole cariche di empatia, il presule ha sottolineato il valore eterno del dono: «Lo Spirito che la Parola ci ha suggerito è che la carità è il più grande investimento della nostra vita, l’unico vero bitcoin che non conosce erosioni di valore». Un’immagine potente per definire l’impegno dei volontari e degli operatori: «Accogliamo con gioia questa iniziativa di pedagogia e di servizio, un presidio di umanizzazione in questi locali». 

Ma la carità di Migrantes non si ferma all’assistenza materiale. Nei nuovi spazi troverà casa anche lo sportello legale in collaborazione con l’associazione “Avvocato di strada”. Un servizio fondamentale rivolto ai cittadini stranieri che spesso si ritrovano smarriti nei labirinti burocratici: orientamento legale, assistenza amministrativa e supporto per le richieste dei permessi di soggiorno. 

L’attività dell’Ufficio Migrantes si conferma così come una carezza operosa che si rivolge a singoli, famiglie e intere comunità travolte dal fenomeno della mobilità umana, offrendo ascolto, tutela e opportunità di integrazione reale. Un lavoro silenzioso ma instancabile, reso possibile grazie alla passione generosa dei volontari, che ogni giorno trasformano la carità in gesti concreti di speranza. Una missione che, sotto la guida del pastore della Chiesa di Lecce, continua a testimoniare che nessuno è straniero nella casa di Dio, e che ogni filo cucito nel laboratorio Bimatumaini è un passo in più verso una società più giusta e fraterna

Un pomeriggio, quello di ieri, che lascia il segno, testimoniando come la Chiesa, attraverso opere semplici ma profondamente umane, continui a farsi casa accogliente per tutti.

 

 

Racconto per immagini di Arturo Caprioli.

 

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