«La pace non nasce dall’assenza di conflitti, ma dalla pazienza di saperli attraversare.»
Sant’Oscar Romero

Carissimi fratelli e sorelle,

in questo santo Natale, mentre celebriamo la venuta nel mondo di Cristo, Signore della pace, solleviamo lo sguardo verso un’umanità ancora provata da tante ferite. Il Papa, Leone XIV, ci ricorda con vigore che la guerra non porta mai vera sicurezza e invita ciascuno alla costruzione di un futuro di pace duratura. Viviamo un tempo complesso e inquieto, segnato da eventi che interrogano profondamente la coscienza dell’umanità. La guerra in Ucraina continua a seminare morte, distruzione, insicurezza, mentre la Terra Santa, luogo dell’Incarnazione e della speranza per tutti i credenti, vive ancora ore di grande sofferenza, senza che si intraveda con chiarezza una via di pace stabile e duratura. In tanti altri luoghi del mondo si combattono guerre silenziose e si perseguitano fratelli e sorelle che credono in Gesù. Davanti a queste ferite aperte della storia, il Natale non ci consente di restare spettatori distratti né di cedere alla rassegnazione. Il Natale ci ricordi che Dio non abbandona l’uomo nelle sue notti più oscure. Il Verbo fatto carne entra nella storia proprio quando la storia sembra perdere senso: non per cancellare la realtà, ma per illuminarla con la luce dell’amore incarnato.

Nel meditare il mistero della nascita del Salvatore, siamo invitati a vivere con discernimento, pazienza e attesa: non a formulare giudizi affrettati, non a cercare soluzioni superficiali, ma a comprendere i profondi bisogni dei nostri fratelli e sorelle, ad ascoltare con rispetto e a lavorare con perseveranza per il bene comune. La pace di Cristo richiede coraggio, ascolto e dialogo; essa non è mai il risultato della prepotenza, ma il frutto di un cammino condiviso di riconciliazione e fiducia.

In questa luce, desidero rivolgere un pensiero speciale a chi porta la sofferenza nel corpo o nello spirito: agli ammalati, agli anziani, alle persone con disabilità, a chi è impedito nella libertà o vive condizioni restrittive come la detenzione. A tutti voi giunga un augurio sincero di pace, conforto e vicinanza da parte mia e di tutta la nostra comunità diocesana. Il Bambino che nasce a

Betlemme vi abbracci con tenerezza e renda più leggero il cammino.

Alla nostra Diocesi di Nardò-Gallipoli affido l’invito a vivere questo Natale come un tempo di rinnovata responsabilità: custodire il dono della speranza, essere costruttori di pace nelle nostre famiglie, nei contesti sociali e nelle relazioni quotidiane. Nel silenzio della notte di Natale, impariamo a discernere il bene, a camminare nella pazienza e a scegliere sempre la vita in Cristo.

Affidiamo al Signore della pace la nostra Comunità, i nostri affetti, le nostre fatiche e le nostre speranze. Che questo Natale sia davvero un Natale di pace autentica per ogni uomo e donna di buona volontà.

Con affetto e benedizione,

Nardò, Natale del Signore 2025

+ Fernando FILOGRANA
Vescovo di Nardò-Gallipoli

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