Si è svolto questa mattina, presso la parrocchia di Santa Maria della Porta in Lecce, il funerale di don Angelo Renna, scomparso ieri all’età di 95 anni (LEGGI).

 

 

Ad officiare la cerimonia delle esequie l’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta: “Ci affidiamo con speranza alla Parola di Dio che è l’unica che profuma di eternità. La Parola illumina la nostra vita, così come ha illuminato la vita di don Angelo”.

“Don Angelo – ha proseguito il presule nell’omelia – ha costruito una casa per Dio, la nostra parrocchia. Ma siamo certi che la vera casa sia stata la sua vita, la sua coscienza, la sua quotidianità. Il Signore gli ha dato una famiglia di Chiesa, e sono contento che siano tanti oggi a dargli l’ultimo saluto. Questa fraternità è stata costruita negli anni da don Angelo tramite l’ascolto. Lui ha sperimentato la bellezza della compagnia di Dio e la passione che Dio ha per la salvezza delle persone”.

“Dieci giorni fa – ha rivelato – ero nella sua casa a festeggiare il suo compleanno e abbiamo celebrato l’eucarestia insieme: la sua casa sembrava la cattedrale, c’erano sacerdoti, amici, conoscenti: una fraternità che il Signore ha costruito”.

“La vita del presbitero è come il vino – ha continuato l’arcivescovo – migliora negli anni. Io ho incontrato un uomo semplice, profondo, sereno. Un uomo che ha guardato la sua vita con gli occhi di Dio. Zaccaria con la sua vicenda ci insegna un altro tratto della vita di don Angelo: la capacità di leggere la storia come storia di salvezza. Don Angelo ha imparato a leggere la sua storia personale, la storia della sua famiglia così: non come cronaca ma come itinerario di salvezza. Egli, come il Battista, si è dato da fare perché le strade delle persone fossero spianate e riconoscessero l’opera di Dio”.

“Il ministero sacerdotale di Angelo – ha concluso Panzetta – è un segno della tenerezza e della misericordia di Dio. Un uomo che si è dato da fare perché gli altri scoprissero la bellezza della salvezza. Siamo certi che il Signore guardando la sua vita riconoscerà lo stile di un uomo che ha spianato la strada a Dio e che lui continuerà a guardare noi che siamo la sua famiglia. Ci aiuti dal cielo perché anche noi, come lui, viviamo una vita degna dell’amore di Dio”.

 

 

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