Oggi è festa per la Chiesa di Lecce e il suo cuore, già ricolmo di gioia per la nascita del Salvatore, esulta perché il suo pastore, l’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta ringrazia l’Eterno fattosi carne per i suoi primi sei anni di consacrazione episcopale.

 

 

 

 

Era, infatti, il 27 dicembre 2019 quando don Angelo (ci sia concesso di chiamarlo così), dopo essere stato eletto da Papa Francesco alla sede arcivescovile di Crotone-Santa Severina il 7 novembre precedente, veniva consacrato nel Palasport “Karol Wojtyla” di Martina Franca dal pastore della Chiesa di Taranto, mons. Filippo Santoro con co-consacranti Benigno Luigi Papa, arcivescovo emerito di Taranto e Domenico Graziani, suo predecessore (GUARDA https://youtu.be/r6fxbtgvq9Y), per poi prendere possesso dell’arcidiocesi calabrese il 5 gennaio successivo.

In quella celebrazione, sobria e solenne al contempo, il vescovo ordinante volle affidare a mons. Panzetta un autentico programma di vita: “Ricordati, don Angelo, il tuo primo incontro con il Maestro, come l’apostolo Giovanni, che fino alla fine dei suoi lunghi anni, ha ricordato nitidamente quella giornata in cui stette con il Signore fino alle quattro del pomeriggio (Gv 1). Anche tu come lui hai chiesto a Gesù dove dimorasse e lui ti ha detto, «vieni e vedi», «vieni e seguimi», così oggi, forte di quei primi passi, puoi proseguire il cammino e sentirti dire da Lui: «pasci i miei agnelli, pasci le mie pecorelle» (Gv 21, 15)”.

E con piglio ancora più fermo e ricordando le sue origini, il presule tarantino così si rivolgeva all’ordinando: “Agli occhi e al cuore del vescovo è affidata la visione della Gerusalemme celeste e dovrai rendere la sposa di Cristo sempre bella, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. Ma la cosa che ti auguro, caro vescovo Angelo, che tu possa come Giovanni, fin quando il Signore ti darà vita, ritemprarti alla gioia del primo incontro con il Signore, che ti ha chiamato da una famiglia di un nostro paese, la tua Pulsano, da una mamma casalinga e da un papà operaio dell’Italsider”.

Per vivere questo giorno-memoria della sua vita, l’arcivescovo Panzetta ha scelto un modo semplice e bello: una giornata di spiritualità con il clero e i seminaristi della diocesi, compiendo un pellegrinaggio verso il santuario diocesano di Sant’Oronzo fuori le mura.

Il ritrovo in Piazza Duomo di prima mattina da dove, dopo un momento di ristoro, si partirà alla volta de “la Capu te Santu Ronzu”, luogo dove, secondo la tradizione, avvenne il martirio del primo vescovo di Lecce, qui il presule presiederà la solenne concelebrazione eucaristica (alle 10).

Portalecce, facendosi interprete dei sentimenti di tutta la comunità ecclesiale leccese affidata alle sue cure pastorali, formula all’arcivescovo Panzetta i più fervidi ed affettuosi auguri di fecondità ministeriale con le parole che Papa Leone XIV ha ricolto ai vescovi italiani il 17 novembre scorso: “Guardate al domani con serenità e non abbiate timore di scelte coraggiose! Nessuno potrà impedirvi di stare vicino alla gente, di condividere la vita, di camminare con gli ultimi, di servire i poveri. Nessuno potrà impedirvi di annunciare il Vangelo, ed è il Vangelo che siamo inviati a portare, perché è di questo che tutti, noi per primi, abbiamo bisogno per vivere bene ed essere felici. Abbiate cura che i fedeli laici, nutriti della Parola di Dio e formati nella dottrina sociale della Chiesa, siano protagonisti dell’evangelizzazione nei luoghi di lavoro, nelle scuole, negli ospedali, negli ambienti sociali e culturali, nell’economia, nella politica”.

Ad multos annos, padre arcivescovo! Tutto ciò la Chiesa di Lecce lo domanderà al Pastore dei pastori per lei e per se stessa, nella certezza che la sua preghiera sarà ascoltata, accolta ed esaudita.

 

 

 

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