04 Gennaio 2026
E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi.
Ancora una volta, in questo tempo del Natale, la parola, ci suggerisce di rileggere il Prologo dell’evangelista Giovanni. Ancora una volta siamo chiamati a meditare e contemplare il grande dono dell’incarnazione, sapendoci soffermare su quel dettaglio profondo che dice la scelta di Dio per noi. Dio si fa carne, si fa uomo, si innesta nella mia storia concreta e ordinaria, e lo fa prendendo “domicilio” presso la mia umanità. Come un pellegrino errante nel deserto arido della mia storia, Lui sceglie l’erranza di una “tenda umana”, con cui attraversare i sentieri tortuosi del tempo. Si fa bisognoso come ogni uomo che è destinato a peregrinare e vagare nel deserto per trovare un’oasi in cui ristorarsi. In quella “tenda” posta tra noi é tutta la scelta divina di non ricercare agi o fasti, ma di condividere il cammino errante di ogni uomo, calcando i passi della nostra umanità, per poterne comprendere tutta la fatica, il peso, ma anche la speranza di vedere raggiunta la meta. Certi della sua presenza tra noi, continuiamo con animo rinnovato il nostro pellegrinaggio.
Buona giornata
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