Mercoledì prossimo 18 febbraio alle 18, nella cattedrale di Lecce, l’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta presiederà l’eucarestia che segna l’avvio del cammino verso la Pasqua di passione, morte e resurrezione.

 

 

 

 

Il segno eloquente nella liturgia dell’inizio della Quaresima è l’imposizione delle ceneri prodotto della combustione di qualunque materiale mediante il fuoco.

Molto facilmente, nella tradizione della Chiesa, assunse un significato simbolico di morte, di caducità, e in senso traslato, di umiltà e penitenza. 

Nella Scrittura, per esempio, nel libro di Giona, la cenere serve per descrivere la conversione degli abitanti di Ninive: “Giunta la notizia fino al re di Ninive, egli si alzò dal trono, si tolse il manto, si coprì di sacco e si mise a sedere sulla cenere” (3,6).

Il Mercoledì delle Ceneri, nelle chiese cattoliche di tutto il mondo si ripete il gesto simbolico di imporre, sul capo dei fedeli, la cenere ottenuta dai rami d’ulivo benedetti nella Domenica delle Palme dell’anno precedente che vengono, perciò, bruciati.

Si tratta di un segno liturgico che è risposta alla Parola di Dio che chiama alla conversione, come inizio del digiuno quaresimale e del cammino di preparazione alla Pasqua.

La Quaresima che inizia con le ceneri ha il suo termine con il fuoco, con l’acqua e con la luce della Veglia pasquale.

Le ceneri, pertanto, vogliono ricordare che qualcosa deve bruciare e distruggersi – l’uomo vecchio, il cuore di pietra – per fare posto alla novità della vita nuova che viene dal Cristo risorto.

Durante l’imposizione delle ceneri, il sacerdote pronuncia, una di queste due formule: “Convertitevi e credete al Vangelo” (Mc 1,15) e “Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai” (Gn 3,19): un segno e alcune parole che esprimono la caducità dell’uomo unita alla conversione che egli deve intraprendere come risposta alla novità che Cristo ogni anno nella Pasqua vuole portare, come ricordava il venerabile don Tonino Bello: “Cenere e acqua. Ingredienti primordiali di un tempo. Ma, soprattutto simboli di una conversione completa, che vuole afferrarci finalmente dalla testa ai piedi”.

 

 

 

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