16 Febbraio 2026
Perché questa generazione chiede un segno?
La domanda di Gesù risuona quanto mai attuale anche oggi. Spesso anche noi siamo alla ricerca di segni, prove e conferme che ci rassicurino che quanto stiamo vivendo è vero e reale. Gesù, ci porta su un altro piano, un livello decisamente diverso da quello della razionalità pura, è il mondo della fede. Qui siamo chiamati a relazionarci, a mettere in campo non “esperimenti” e raccolte dati, ma l’entrare in sintonia, far parlare il cuore, metterci la vita. La differenza profonda tra ragione e fede sta tutta qui, la prima pur valida e giusta da coltivare, si accontenta di sperimentare e vivere nell’orizzonte degli eventi del qui e ora, tra le coordinate del possibile e del necessario. La seconda ci spinge a osare il salto nell’ignoto, nel non afferrabile. La fede ci chiede di vivere la stesa esperienza dell’amore, il quale non può sussistere solo nel razionale, ma chiede di accogliere e accettare l’imprevedibile, l’inspiegabile come sola forma della sua esistenza. Ripartiamo dal dono e dalla gioia di metterci in gioco con Dio più che dalla voglia di spiegarlo e di di afferrarlo.
Buona giornata
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