Con l’anima in cammino verso la libertà più autentica. In questo tempo di Quaresima, tra le voci e le tempeste di un mondo che corre irrefrenabile, 17 giovani si sono aperti al dono di un tempo privilegiato, in cerca di profondità alla luce della Parola.

Dal 6 all’8 marzo, gli spazi del Seminario di Nardò si sono fatti casa e li abbiamo abitati con un’unica volontà: sostare per guardarci dentro, nel più profondo dell’anima, per cercare il contatto con noi stessi e con il Signore. Nel raccoglimento e nella fraternità, accompagnati dalla figura di San Francesco, le nostre giornate sono state scandite da momenti di ascolto, di deserto e di dialogo, dalla messa e la preghiera quotidiane, il tutto corollato da un pellegrinaggio serale sostenuto dalle parole di San Filippo Neri su vizi, virtù e doni dello Spirito Santo.

Rallentare è servito a dilatare il tempo e a dare spazio alla nostra voce interiore. Abbiamo lasciato che la Parola attraversasse ogni aspetto della nostra vita, dalle relazioni, alla quotidianità e alle scelte che abbiamo fatto o che siamo chiamati a fare, interrogandoci su quanto i nostri passi siano davvero liberi, specchio del nostro io più autentico.

Questo tempo ci ha dato la possibilità di riflettere sulle forme di attaccamento che ogni giorno ci condizionano e limitano la nostra libertà, facendoci lentamente dimenticare chi siamo davvero. Da qui l’esortazione a rinnegare noi stessi, cioè quelle parti di noi che non ci appartengono e ci impediscono di riconoscere l’essenziale nella nostra vita e di accoglierlo. Di certo non è facile; anzi, richiede volontà e sacrificio. Adesso sappiamo, però, che è questa la chiave per una vita semplice, serena, equilibrata, centrata su quel mistero d’amore che ci permette di avere senza possedere, accogliere senza trattenere, conoscere e agire senza vantarci, per riuscire a essere liberi, davvero, nel profondo.

Ora, tornati a casa, le parole ascoltate e le provocazioni che ci hanno raggiunto continuano a risuonare dentro. E continuiamo a camminare, tra passi vecchi e nuovi, consapevoli che non esistono salti nel vuoto se, liberamente, ci affidiamo.

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