Domenica 10 maggio 2026, alle ore 19,30, la Cappella San Filippo Neri del Museo Diocesano di Nardò — in Piazza Pio XI — ospiterà la presentazione di Solitudini. Da problema a opportunità, opera collettiva curata da Danilo Mauro Castiglione e impreziosita dalla prefazione di Mons. Mario Delpini, Arcivescovo di Milano.

Un’epidemia silenziosa

In Occidente la solitudine non è più soltanto una condizione esistenziale: è diventata un’emergenza sociale. Negli Stati Uniti colpisce oltre il 50% della popolazione, con effetti sulla salute paragonabili — per gravità — a quelli del fumo. Numeri che fanno riflettere, e che hanno spinto un gruppo di autori, esperti e studiosi a interrogarsi in modo sistematico su un fenomeno sempre più diffuso e sempre meno compreso.

Da questa presa di coscienza nasce Solitudini, un testo collettivo che esplora le molteplici accezioni della solitudine — psicologica, filosofica, spirituale, sociale — e le risposte elaborate da ambiti di studio differenti, dai contributi accademici agli interventi istituzionali.

Un viaggio da Seneca ai giorni nostri

Il libro percorre un lungo arco temporale: attraverso un’indagine filosofica che parte da Seneca e giunge fino all’età contemporanea, offre strumenti per rileggere la solitudine non soltanto come disagio da combattere, ma come esperienza da comprendere e, in alcuni casi, da valorizzare. La spiritualità e la religione occupano un posto centrale in questa riflessione, aprendo orizzonti inediti e suggerendo come la solitudine possa trasformarsi da peso in risorsa, da isolamento in occasione di crescita interiore.

Il dialogo di domenica sera

A introdurre la serata sarà Antonio Inguscio, delegato CDN Oblati Benedettini Italiani per Puglia e Basilicata. Il curatore Danilo Mauro Castiglione dialogherà con due voci autorevoli del territorio:

  • Don Giuseppe Venneri, Direttore della Caritas Diocesana di Nardò-Gallipoli;
  • Giuseppe Tarantino, giornalista del Nuovo Quotidiano di Puglia.

Un incontro che promette di essere tanto una presentazione editoriale quanto una riflessione collettiva su uno dei fenomeni più rilevanti del nostro secolo.

Perché leggere Solitudini

In un’epoca in cui i legami sociali si assottigliano e la connessione digitale spesso non basta a colmare il vuoto del contatto umano, Solitudini si propone come un testo indispensabile. Non un manuale di autoaiuto, ma un invito a pensare: a capire chi siamo quando siamo soli, cosa ci dice quella solitudine e come possiamo — individualmente e come comunità — trasformarla in qualcosa di vivo.

L’appuntamento di al Mudina è aperto a tutti.

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