Arcidiocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo
Ancora una volta il dramma estremo a tutti noto, che perdura da anni nelle campagne del nostro Tavoliere e in particolare nel cosiddetto “ghetto” di Borgo Mezzanone, frazione del Comune di Manfredonia, ove in condizioni insopportabili vivono centinaia di migranti, occupati nell’agricoltura e in piccoli altri lavori, è venuto pretestuosamente alla luce. Le condizioni di vita dei migranti, al limite dell’umano, sono una autentica vergogna che deve riguardare tutti, non solo la Parrocchia locale e la Caritas, che offrono un soccorso nell’immediato cercando di offrire migliorie e un po’ di dignità a quanti hanno trovato “casa” sulla pista e nei casolari abbandonati.
Diventa sempre più necessaria la presa di coscienza responsabile dell’opinione pubblica e l’impegno concreto delle Istituzioni civili per trovare via di soluzione agli enormi problemi di quell’ambiente, ove ormai con scadenze ravvicinante vediamo soffrire e anche morire di stenti, miseria e mancanza di sicurezza troppe persone.
A seguito di sollecitazione della Prefettura di Foggia e portando a conoscenza il sindaco La Marca e l’Amministrazione comunale di Manfredonia è stato stilato un progetto per dare accoglienza ad una settantina di extracomunitari, già presenti nel nostro territorio comunale, presso la Casa della Carità di Manfredonia. In questo modo Casa della Carità riprende l’identità già avuta in passato fino al 2019. Dopo lavori di adattamento, che hanno costituito un esborso economico ed il bisogno di mesi di lavoro, fungerà da CAS, Centro di Accoglienza Straordinaria, per un successivo inserimento dei migranti nel progetto SAI, Sistema Accoglienza e Integrazione.
E pur di fronte a un’accoglienza umana e cristiana, dovuta a questi nostri fratelli migranti, una polemica becera e di certo non cristiana, si sta sollevando in questi giorni in città, suggerita dalla paura dell’altro, solo perché straniero e povero. E’ preciso dovere umano e cristiano accogliere questi fratelli migranti in strutture di accoglienza, che permettano loro di usufruire di servizi sociali appropriati e di ambienti comuni per rendere la loro vita dignitosa e degna di tutte le garanzie, come qualsiasi cittadino. Non possiamo ricordarci di loro solo quando succedono disgrazie terribili, come quelle che ho citato nella celebrazione della Veglia in cattedrale e nella messa pasquale nel Santuario di Santa Maria delle Grazie. Aggiungo che lo stile con cui si accoglieranno fratelli extracomunitari in Casa della Carità a Manfredonia è simile a quello attivato già da molti mesi a SanGiovanni Rotondo, senza che abbia portato problemi, anzi sta indicando un modello reale e possibile di accoglienza diffusa ed integrante.
Nel mentre esprimo tutta la mia solidarietà al Sindaco La Marca, oggetto in questi giorni di sterili e pretestuose polemiche sollevate da più parti, invito tutti a tralasciare insane paure e bizantinismi procedurali che di certo non giovano alla immagine di una città accogliente quale da sempre è stata Manfredonia.
Ai migranti, ai tanti operatori e volontari che cercano di portare loro aiuto e solidarietà fattiva, assicuro la mia vicinanza e quella di tutta la Chiesa di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, su cui possono sempre contare per un aiuto fraterno e la difesa dei loro diritti.
Manfredonia, 13 aprile 2026
+ padre Franco Moscone crs
Arcivescovo







