02 Aprile 2026
Li amò sino alla fine.
Gesù, li nel cenacolo, ci mostra il vero volto dell’amore. L’amore che non indietreggia dinanzi alla tenebra del tradimento, che non si lascia frenare dalle richieste senza senso, che non si limita neppure nei gesti e nelle parole. È lì, nell’ora estrema della prova che l’Amore prende forma, si fa gesto, premura e attenzione. In pochi passaggi, l’evangelista Giovanni descrive in un pathos crescente quel gesto che passerà alla storia, come il sigillo di garanzia per ogni credente. Si alzò, si svesti, si cinse l’asciugatoio, verso l’acqua e lavó i piedi. In un attimo l’amore fino alla fine diventa palpabile, vero, reale e imitabile. È in quel gesto, consegnato alla memoria della comunità credente, si gioca la vera storia che avrà il suo compimento sulla croce e il mattino di Pasqua nella risurrezione. Perché l’amore, quello vero o è credibile o non lo è. L’amore non chiede pegno, ma si consuma fino alla fine per donarsi senza riserve, senza compromessi. A noi comunità credente è chiesto di amare, ma di amare veramente, senza sconti di fine stagione, o riserve di alcun genere. Mettiamo in circolo l’amore, coma fai con una novità.
Buona giornata
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