05 Marzo 2026
C’era un uomo ricco, e un povero, di nome Lazzaro.
La parabola che ci consegna oggi Gesù, si tende tra un anonimo ricco ricordato per i suoi vestiti, i suoi banchetti e la sua opulenza e un povero di cui viene ricordato il nome e la sua povertà. Gesù non ci consegna la parabola per stigmatizzare la ricchezza a scapito della povertà, ma per aiutarci a riflettere e discernere su chi o su cosa stiamo fondando la nostra fiducia e fedeltà. Già il profeta Geremia ricordava con forza “maledetto l’uomo che confida nell’uomo e non pone in Dio la sua fiducia”. Proprio qui si pone il richiamo di Gesù per noi. Dovremmo chiedere a noi stessi chi è il fondamento della nostra vita, chi sostiene e dà sicurezza ai nostri passi. Spesso presi dagli affanni del momento, ci preoccupiamo di cosa mangeremo, di cosa berremo e come ci vestiremo, ma sempre Gesù ci ricorda che questi sono gli affanni di un cuore “paganeggiante”, noi come figli di Dio dobbiamo imparare a fidarci e affidarci a Lui, senza dimenticare il nostro impegno, ma avendo uno sguardo e un cuore aperto e accogliente alla sua provvidenza. Saremo ricchi o saremo Lazzaro?
Buona giornata
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