È trascorso un anno da quello splendido momento di grazia vissuto dalla Chiesa di Lecce, sotto lo sguardo di Sant’Irene, nella chiesa a lei dedicata.

 

 

 

 

In questo tempo la Chiesa Italiana, in tutte le sue componenti, ha lavorato con impegno per fare sintesi dei tanti contributi proposti dalle Chiese locali. È stato elaborato un documento che, nella Seconda Assemblea dei delegati sinodali, è stato approvato.

Ora i vescovi italiani sono al lavoro per offrire un Documento che contenga le linee del cammino della Chiesa Italiana nei prossimi anni. Tale testo costituirà l’anima del progetto pastorale che la Chiesa di Lecce, secondo la volontà e le indicazioni dell’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta, occorrerà scrivere a più mani, secondo uno stile sinodale. Una sinodalità vera, autentica che esprima la responsabilità creativa e generativa di un futuro prossimo che dica l’oggi della salvezza che la Chiesa tutta è chiamata a realizzare efficacemente in questo inizio del terzo millennio che segna non un’epoca di cambiamenti ma un vero, tangibile cambiamento di epoca. Un cambiamento tale da incidere nel DNA della storia tutta. Della storia di ciascuno.

Una sinodalità che veda ogni membro della comunità, alla pari, artisti e artigiani al contempo, impegnati nella realizzazione di uno splendido mosaico interattivo che sappia dire e donare l’oggi della Grazia a quella porzione di umanità che abita le piazze, le strade, i vicoli delle nostre città, dei nostri paesi. E l’interattività non è solo una moda o un linguaggio del nostro tempo ma è lo stile, l’atteggiamento che è necessario porre in essere per continuare a rendere vivo, ed efficace per l’oggi, il mistero dell’Incarnazione. E questo attraverso una “progettazione pastorale che si attui nella proposta di percorsi innovativi, virtuosi e umilmente integrati”.

Certamente le tessere del mosaico verranno offerte dal prossimo Documento dei vescovi ma il sogno e il disegno dovrà essere quello di questa comunità diocesana. Non sarà il frutto di una intelligenza artificiale manipolata da qualcuno con un algoritmo già scritto. Ma sarà veramente il frutto di quanto lo Spirito dice alla Chiesa di Lecce. Sarà quel Kairòs nel quale la comunità dei battezzati, in virtù dei tria munera battesimali, vivrà ed esprimerà il proprio sensus fidei fidelium vivo ed efficace che, nella continuità, darà un volto nuovo e una voce comprensibile a quella Santa Tradizione che a partire dai santi patroni, e passando attraverso i secoli, ha sempre generato e animato la vita della bella Chiesa di Lecce.

Per vivere in maniera fruttuosa questo Kairòs, questa occasione che il Signore offre a ciascuno e a tutti, bisognerà essere pronti, preparati e, per questo, adeguatamente formati. I prossimi mesi saranno “il tempo opportuno” per preparare il terreno e gli strumenti per poter lavorare insieme.

Tutti coloro che hanno partecipato ai “Tavoli sinodali di Sant’Irene”, il 25 febbraio e il 17 marzo alle 19:30 si ritroveranno nell’aula magna della nuova Curia, a Castromediano di Lecce.

Ci si metterà in ascolto e ci si lascerà illuminare e guidare prima da don Tony Bergamo, direttore dell’Istituto superiore di scienze religiose “don Tonino Bello” e, poi, nell’appuntamento di marzo, dal salesiano don Michael Vojtas, vicerettore della Pontificia Università Salesiana. La loro esperienza e le loro proposte saranno di grande aiuto per ricomporre lo splendido mosaico della bella Chiesa di Lecce affinché, dopo l’esperienza dell’ascolto e del discernimento vissuta lungo tutto il cammino sinodale, Essa possa, tutta quanta, “hic et nunc”, continuare ad annunciare la gioia del Vangelo in continuità con quanto profeticamente ci ha proposto Papa Francesco nella sua enciclica programmatica. Affinché la profezia oggi diventi speranza. La speranza oggi diventi vita. La vita bella del Vangelo.

 

 

 

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