Erano i giorni del Giubileo dei giovani quando, lungo il cammino, in una chiacchierata con l’arcivescovo è nata l’idea di vivere un’uscita invernale e un’uscita estiva con i giovani della diocesi che avessero voluto parteciparvi. 

 

 

E così ci siamo messi all’opera, insieme all’equipe, per provare a definire la prima di queste due possibilità. La scelta è caduta sulla Calabria, tenendo insieme il desiderio di ripercorrere le tappe crotonesi dell’inizio del servizio episcopale di mons. Panzetta e la possibilità di passare dei giorni di stacco e relax, con l’idea di vivere qualche ora sulla neve. 

In questi giorni⁠ ⁠abbiamo vissuto un tempo in cui fermarsi e riprendere fiato e, nella semplicità, ci siamo gustati anzitutto l’importanza delle relazioni e la condivisione della vita. L’assenza della neve ci ha fatto sperimentare la capacità di sapersi reinventare stando sempre nella gioia e nell’ essenzialità. Tale esperienza è stata occasione per incrociare gli sguardi veri dei ragazzi che si sono messi in gioco, nella certezza di avere tutti un grande tesoro da custodire per scoprire la grandezza del progetto di Dio. Al contempo sono stati giorni in cui abbiamo potuto approfondire personalmente domande di senso dei ragazzi che si sono mostrati disponibili ad un dialogo personale.

Per quanto concerne le esperienze di condivisione ora l’attenzione è già rivolta all’estate, per la quale – a breve – condivideremo qualche novità. Il Servizio diocesano di pastorale giovanile, tuttavia, continua le attività di condivisione ordinaria già prevista, a cominciare da “Scendi in cripta”, che a gennaio – contrariamente a quanto comunicato nel lancio iniziale – sarà il 23. 

Inoltre, accanto alle proposte di pastorale giovanile, stanno per avviarsi alcuni percorsi di pastorale vocazionale, di cui verrà data comunicazione nei prossimi giorni, in vista della Giornata del seminario che in diocesi si celebrerà il prossimo 18 gennaio (LEGGI).

In tutto questo, sta per essere avviata, altresì, una formazione per responsabili di gruppi giovanili, che si muoverà su tre binari: equipe, consulta (e quindi rappresentanti diocesani delle realtà associative e dei movimenti giovanili), educatori parrocchiali di ragazzi e giovani.

Le esperienze che stiamo vivendo con i giovani ci stanno permettendo di pensare, sognare, senza aver paura di stanchezze e frenate e con l’obiettivo di provare, sempre più, a darci e ad offrire un metodo che possa aiutare ciascuna realtà e ciascun giovane a “fare sul serio”, facendo nostra la consegna che l’arcivescovo ci ha lasciato nei giorni del Giubileo. 

 

 

*direttore Servizio diocesano di pastorale giovanile

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