La Solennità del Natale del Signore ci aiuta a riflettere non solo sulla realtà di fede della Seconda Persona della Trinità, il Figlio eterno del Padre, che sceglie di abitare il tempo diventando anche figlio dell’uomo, ma anche sulla figliolanza divina di ciascun credente. Nell’inno con cui si apre la Lettera agli Efesini, di cui leggiamo pochi versetti nella Seconda Lettura, l’autore dice che i credenti sono benedetti da Dio perché scelti per essere in comunione con Lui, attraverso Cristo. La mediazione di Cristo rimane sempre unica e necessaria. Una scelta che avviene da sempre: dalle origini del mondo e che si concretizza nell’essere santi e irreprensibili, due sinonimi che dicono la conseguenza morale e storica della prescelta da parte di Dio che non trova nulla da rimproverarci (questo è il significato del termine “irreprensibili”). La santità e l’irreprensibilità della condotta cristiana derivano dall’amore e si devono evidenziare nell’amore. La chiamata e la scelta di Dio, da sempre, è per vivere la uiothesía, l’assunzione o adozione a figlio, termine esclusivamente paolino che ritroviamo in Rm 8,15.23; 9,4 e in Gal 4,5. Questo nuovo rapporto che viene ad instaurarsi tra Dio e i fedeli è un rapporto speciale ma non diretto, passa sempre per la mediazione di Gesù che è il Figlio Unico ed Eterno. Anche nel Prologo del Vangelo di Giovanni che leggiamo in questa Domenica, come nel giorno di Natale, si dice che i credenti diventano figli non in virtù del sangue o della carne (generazione naturale), né in virtù di una volontà umana (adozione o affido legale), ma per la fede e l’accoglienza del Figlio di Dio, mandato come luce vera che non tutti hanno saputo accogliere. Accogliere è credere. La fede è tra i temi principali del Quarto Vangelo. Il suo autore afferma di avere scritto “perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché credendo abbiate la vita nel suo nome” (20,31). “Credere nel suo nome” equivale a riconoscere la sua vera identità e affidarsi a lui come salvatore.
Don Tiziano Galati
Responsabile dell’Apostolato Biblico
Ufficio Catechistico






