Poche ore ancora e calerà il sipario sul 2025. Non un semplice scorrere dei giorni ritmato da avvenimenti e vicende belle o da archiviare quanto prima ma, per una comunità di discepoli di Cristo quale è la Chiesa di Lecce, uno spazio temporale nel quale riconoscersi accompagnata, guidata, sostenuta e incoraggiata da Colui che è il Signore della storia, in quell’itinerario di pieno assomigliamento a Lui che è l’avventura della vita credente.

 

 

 

 

Così la Chiesa canta, dando l’annuncio del giorno di Pasqua nella solennità dell’Epifania: “Nei ritmi e nelle vicende del tempo ricordiamo e viviamo i misteri della salvezza”.

Cosa è, dunque, questo anno che sta per compiersi? Un mero susseguirsi di mesi, giorni, anni, ore, minuiti e secondi?

Una accozzaglia di cose fatte, con la voglia di ricordare solo quelle belle e, di contro, di voler bypassare quelle che sono state deludenti?

Cristiano è colui che si sforza di vivere un cristianesimo non devozionale ma come esperienza di sponsalità che “nella gioia, nel dolore, nella salute e nella malattia” parli e annunci Lui, il Kyrios, il Signore.

In queste righe, allora, si cercherà di evidenziare solo alcune delle tante apocalissi, intese come manifestazioni, che sono state per la comunità ecclesiale leccese, autentiche visite del Maestro.

I primi mesi di questo 2025 hanno visto la Chiesa diocesana essere guidata dall’arcivescovo Michele Seccia e dal suo coadiutore, l’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta: nel primo semestre, dunque, come non pensare all’insediamento del nuovo consiglio presbiterale costituito da Seccia con valenza quinquennale e che ha tagliato il nastro di partenza proprio agli inizi del mese (9 gennaio)?

Febbraio si è subito aperto con la terza fase del Sinodo delle Chiese in Italia, la cosiddetta fase profetica che la comunità ecclesiale di Lecce ha vissuto con particolare enfasi e coinvolgimento nelle tre serate (3-10-17 febbraio) svoltesi nella Chiesa di Sant’Irene con i tavoli sinodali; in questo clima di corresponsabilità la Chiesa diocesana, nei giorni 10-12 febbraio, si è stretta intorno all’arcivescovo coadiutore per la improvvisa morte di mamma Teresa.

Marzo, per ogni comunità cristiana, vuol dire Quaresima, tempo di ritorno all’Essenziale e alla cura interiore: momento forte è stato per l’arcidiocesi leccese l’esperienza degli Esercizi spirituali per tutti tenuti presso la parrocchia di San Bernardino Realino dall’arcivescovo Panzetta: il tema scelto è stato tratto dalla prima lettera di San Pietro apostolo: “Siate sempre pronti a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi” (1 Pt 3,15).

Il mese di aprile, quello che sempre è sinonimo di Pasqua, è stato interessato da due eventi cardine: la celebrazione dell’ultima messa del Crisma da parte dell’arcivescovo Michele Seccia (16 aprile) e la morte del Santo Padre Francesco nel lunedì dell’Angelo (21 aprile).

Sono seguiti i giorni delle esequie del defunto pontefice (26 aprile), l’inizio delle congregazioni e l’ingresso nel conclave ai primi giorni di maggio (7 maggio) per giungere con animo esultante alla elezione (8 maggio) del nuovo successore di Pietro: l’americano Leone XIV.

Giugno è il tempo del passaggio di testimone alla guida della Chiesa di Lecce: Papa Prevost, il 18 giugno, tramite comunicazione della nunziatura, accettava la rinuncia al governo pastorale presentata dall’arcivescovo Michele Seccia: gli succedeva al governo, per coadiutoria, l’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta che, il 29 giugno, solennità dei santi apostoli Pietro e Paolo, ha ricevuto il pallio dallo stesso Pontefice.

Due gli eventi che, invece hanno interessato il mese di luglio: il nuovo arcivescovo metropolita ha, infatti, convocato i presbiteri presso “Casa Sant’Anna” a Matera per vivere un tempo di formazione (7-10 luglio) terminata la quale tutta la comunità ecclesiale leccese si è stretta intorno al suo nuovo pastore per la celebrazione di Inizio del ministero episcopale leccese nella giornata dell’11 luglio, memoria di San Benedetto da Norcia.

Tra i primi impegni del nuovo pastore, subito una full immersion con i giovani della diocesi che, attraverso il Servizio diocesano di pastorale giovanile, hanno vissuto il loro giubileo con il pastore dal 30 luglio al 3 agosto.

Settembre ha il risvolto della missione: la Chiesa di Lecce ha celebrato i 25 anni di cooperazione con la Chiesa moldava e lo ha fatto con un pellegrinaggio compiuto dall’arcivescovo e da una delegazione di sacerdoti e diaconi presso la diocesi di Chisinau nella quale opera mons. Cesare Lodeserto.

È stato un tempo di grazia in cui come ha evidenziato Panzetta “abbiamo imparato a fare bene il bene”.

Ad ottobre, i presbiteri diocesani e religiosi, hanno vissuto gli esercizi spirituali guidati dal nuovo arcivescovo di Lecce presso l’oasi “Santi Martiri Idruntini”; il tema scelto dallo stesso pastore è stato “Un tesoro in vasi di creta. Il ministero dei presbiteri alla luce della II Corinti”.

A novembre, la comunità diocesana ha vissuto il momento apicale del proprio Giubileo con il pellegrinaggio a Roma nei giorni 14 e 15; successivamente, ultimato il cammino sinodale con la votazione del documento finale, la comunità ecclesiale leccese si è riunita in tutte le sue espressioni per vivere, dal 24 al 26 il convegno pastorale dal titolo: “Per uno stile sinodale nella nostra Chiesa”. L’acume e la preparazione dei relatori sono stati volano per accogliere le linee pastorali che il presule leccese ha voluto dare alla comunità tutta.

L’ultima convocazione per la Chiesa particolare di Lecce è datata 28 dicembre: nella gioia del Natale, nella festa della Santa Famiglia e in comunione con tutte le Chiese del mondo si è dato compimento al cammino giubilare con la solenne concelebrazione presieduta dal pastore leccese, quasi un portale di quella di stasera, 31 dicembre, quando sarà elevato il canto del “Te Deum” quale ringraziamento per i doni ricevuti.

Ad una lettura veloce, dunque, si evince una pluralità di appuntamenti: con uno sguardo di fede, invece, si possono notare infiniti canali dai quali è passato l’amore paterno e misericordioso di Dio che ha domandato ad ogni cristiano che vive in questa Chiesa di farsi testimone del vangelo della grazia.

 

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