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martedì, Gennaio 27, 2026
la parola chiave è formazione – Sito Ufficiale dell'ArciDiocesi di Lecce

la parola chiave è formazione – Sito Ufficiale dell’ArciDiocesi di Lecce – il giornale della Arcidiocesi di Lecce

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la parola chiave è formazione – Sito Ufficiale dell’ArciDiocesi di Lecce










26Gen

la parola chiave è formazione

articolo ripreso da portalecce

Nei giorni scorsi l’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta ha incontrato i diaconi permanenti dell’arcidiocesi assieme al vicario episcopale per la pastorale e delegato per il diaconato permanente, mons. Vincenzo Marinaci. Un incontro bello e fraterno: il padre in dialogo con i figli.

 

 

L’incontro è iniziato con la preghiera comunitaria del vespro: un modo per raccogliersi nella comunione fraterna in nome del Dio trino e unico.

Era la prima occasione in cui il pastore incontrava il Collegio dei diaconi e, quindi, mons. Marinaci ha relazionato sulla situazione complessiva. Subito dopo mons. Panzetta ha voluto ascoltare tutti uno per uno: ha ascoltato le storie familiari, i percorsi, le difficoltà e le gioie raccolte da ognuno nel corso degli anni trascorsi a svolgere il ministero diaconale nella diocesi iniziando da Mimmo, uno dei due primi due ordinati nel 1988, fino a Vinicio, Maurizio e Gianpaolo che sono stati gli ultimi tre, ordinati nel 2024. Fino a Mino e Luigi in cammino verso l’ordinazione.

La prima parola di mons. Panzetta è stata quella della gratitudine. “La nostra comunità – ha detto – non sarebbe così se non ci fosse la vostra presenza. Il diaconato – ha continuato – è una cosa utile alla Chiesa e deve essere svolto con competenza e spiritualità profonde e deve rappresentare un cammino insieme alla famiglia”.

Mons. Panzetta ha molto insistito sulla necessità di continuare sempre a curare la formazione per rafforzare le competenze in umiltà: “Lavorare seriamente nella formazione e nel discernimento vocazionale – ha affermato – aiuta tanto nel ministero”. Ha esortato i presenti anche a intraprendere esperienze pastorali diverse, nell’umiltà, per migliorarsi nelle competenze e rendere un servizio sempre migliore.

“Se noi puntassimo sempre sulla missionarietà – ha concluso l’arcivescovo – tanti problemi non esisterebbero e ci aiuterebbe a rendere il servizio con qualità. La parola chiave è: formazione, umiltà e docilità per essere formati, semplici e appassionati”.



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