Si è svolta ieri sera, domenica 8 febbraio, nella chiesa parrocchiale-santuario di Sant’Antonio a Fulgenzio in Lecce la solenne celebrazione eucaristica per la commemorazione del beato transito del Venerabile Fra Giuseppe Michele Ghezzi.
L’uomo fedele alla sequela di San Francesco d’Assisi è tornato al cielo settantuno anni fa. Notevole e sentita la partecipazione dei fedeli e della famiglia Ghezzi alla santa messa presieduta dall’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta e concelebrata dal Ministro provinciale dei Frati Minori del Salento, Fra Massimo Tunno, dal parroco Fra Michele Carriero e da numerosi frati giunti da tutta la Provincia religiosa.
La ricorrenza quest’anno assume una particolare rilevanza data la coincidenza con l’ottavo centenario della morte di San Francesco. Come ha ricordato il Ministro provinciale all’inizio della celebrazione, la vita di Fra Giuseppe è stata un perfetto esempio di come sia possibile seguire i passi di Cristo e di San Francesco silenziosamente e discretamente, ma in maniera totalizzante e senza mezze misure.
Anche l’arcivescovo, nel corso dell’omelia (IL TESTO INTEGRALE) ha sottolineato più volte l’esemplarità del frate francescano, vedendo nella sua vita ciò che Dio è in grado di realizzare quando ci mostriamo disposti ad ascoltare la Sua chiamata e a farci plasmare da Lui come argilla fresca, diventando sale della terra e luce del mondo.
“Vedendo la vita di Fra Giuseppe – ha affermato Panzetta – comprendiamo che le persone possono cambiare, possono dare una svolta evangelica alla loro vita, per cui noi, come lui, vogliamo fare sul serio col Dio. Noi, come lui, vogliamo scegliere il Vangelo come la luce della nostra vita. Noi, come lui, vogliamo essere persone che trovano in Gesù il significato”.
Al termine della celebrazione, Fra Gregorio Di Lauro, vicepostulatore della Provincia dei Frati Minori, ha dato lettura della memoria del pio transito di Fra Giuseppe, avvenuto nella sera del 9 febbraio 1955, ripercorrendo gli ultimi istanti della sua esistenza terrena. A seguire, prima della benedizione finale, un momento di preghiera dinnanzi alla tomba del Venerabile.
Fra’ Giuseppe continua ancora oggi a provocare ricordando che Gesù Cristo è il vero significato della vita di ogni credente.
Racconto per immagini di Arturo Caprioli.







