«Il Nostro Signore ha scritto la promessa della Risurrezione, non solo nei libri, ma in ogni foglia di primavera.» Sant’Agostino

Cari fratelli e sorelle della Diocesi di Nardò-Gallipoli,

In questo giorno santo della Pasqua 2026, il grido che risuona dal sepolcro vuoto riempie il nostro cuore di una gioia che nessuna tenebra può spegnere: Cristo è risorto! È veramente risorto, e con Lui risorge la speranza di ogni uomo e di ogni donna del nostro tempo.

Viviamo in un mondo ancora profondamente ferito da divisioni, violenze e paure. La luce della Risurrezione ci chiama con urgenza a una pace disarmata e disarmante. Una pace che non nasce dalla forza delle armi né dal riarmo dei cuori, ma dalla debolezza della croce; una pace umile e perseverante che disarma prima i cuori e poi le mani.

Ai potenti della terra rivolgiamo un monito fraterno ma chiaro:

deponete le armi della distruzione, cessate di alimentare spirali di odio e di morte, scegliete la via del dialogo e della giustizia. La vera grandezza di chi governa si misura nella capacità di costruire ponti, non muri; di proteggere la vita, non di sacrificarla sugli altari dell’interesse e del potere.

Il nostro pensiero va con particolare dolore alla Terra Santa, dove la Pasqua del Risorto risuona in mezzo a sofferenze antiche e nuove. Preghiamo perché il Signore della vita porti finalmente pace e riconciliazione in quella terra benedetta e martoriata. E non dimentichiamo le tante guerre sconosciute o dimenticate che insanguinano il mondo.

In questa nostra amata Diocesi di Nardò-Gallipoli, terra di ulivi secolari e di comunità radicate nel Vangelo, la Pasqua ci invita a far germogliare questa pace concreta: nelle famiglie che si ritrovano, nelle parrocchie che diventano luoghi di ascolto e accoglienza, nelle strade delle nostre città e paesi dove il Risorto passa ancora oggi, chiamandoci per nome.

Un pensiero particolare, carico di affetto e di preghiera, va a tutti coloro che in questo momento soffrono: ai malati, agli anziani soli, ai migranti, agli emarginati e agli esclusi. E un pensiero fraterno giunga a voi, fratelli e sorelle detenuti:

Il Signore Risorto viene a visitare anche le vostre celle. Non siete dimenticati.

La Pasqua è per voi promessa di libertà interiore, di dignità ritrovata, di una nuova vita che nessuno potrà togliervi.

Buona e Santa Pasqua 2026!

Cristo è risorto, alleluia!

Con affetto paterno e con la benedizione del Signore,

+ Fernando Filograna
Vescovo di Nardò-Gallipoli

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