Si è svolto nella mattinata di ieri l’ultimo incontro di formazione dei sacerdoti giovani della metropolia di Lecce.

 

 

 

 

L’arcivescovo metropolita di Lecce, mons. Angelo Raffaele Panzetta, ha accolto presso la nuova sede della curia arcivescovile a Castromediano, il giovane clero formato da una cinquantina di sacerdoti provenienti dalle varie realtà diocesane del Salento, ed in particolare dalle diocesi di Otranto, Nardó-Gallipoli e Ugento-Santa Maria di Leuca.

L’arcivescovo Panzetta, dopo aver dato il benvenuto ai sacerdoti, molti dei quali già conosciuti durante gli anni vissuti presso il Seminario regionale di Molfetta come direttore spirituale e preside della Facoltà teologica pugliese, da “padrone di casa” ha rivolto il suo saluto al relatore don Paolo Asolan, preside del Pontificio istituto pastorale Redemptor hominis e incaricato per la formazione permanente del clero della diocesi di Roma.

Aiutati da un testo estrapolato da un post pubblicato da Padre Mario Proietti, sacerdote dei Missionari del Preziosissimo Sangue, il tema dell’incontro ha trattato il tema della prova nel ministero.

Una riflessione tra teologia e vita pratica che sprona tutti i sacerdoti, soprattutto i più giovani che si affacciano alla vita pastorale, a toccare con mano la delicatezza e la fatica del ministero.

Secondo don Paolo, il primo passo da seguire in tempo di crisi, potrebbe essere quello dell’orientamento: capire il cammino successivo da percorrere, scegliendo gli strumenti, i tempi, le relazioni, le scelte giuste da prendere.

Un secondo passo potrebbe essere quello di perimetrare il campo “entrato in sofferenza”, avendo sempre la libertà e la forza di chiedere aiuto. Il terzo passo, infine, è quello dell’agire concreto cercando di “tamponare e medicare la ferita attraverso quella che è l’unica vera “medicina”: il Vangelo.

In tutti i risvolti della vita ministeriale (come la pastorale ordinaria nelle parrocchie, la comunione presbiterale e il cammino insieme, l’aspetto spirituale personale, l’affettività oblativa, i rapporti con gli altri, la gestione del tempo…) bisogna quindi tornare a mettere al centro l’annuncio del Vangelo: questa è la priorità.

Avere la capacità di risolvere i problemi personali del sacerdote è quindi la prima strada da percorrere per riconoscere anche i bisogni del popolo che viene affidato al sacerdote. Un popolo di battezzati che, come dice la Evangelii Gaudium, non sperimenta la propria appartenenza alla Chiesa a causa della “sacramentalizzazione senza altre forme di evangelizzazione”.

Dopo la relazione i sacerdoti si sono riuniti in gruppo per un momento di condivisione e, al termine, la giornata si è conclusa con il pranzo insieme ai vescovi e ai circa cinquanta sacerdoti presenti.

I vescovi della metropolia presenti, ed in particolare l’arcivescovo di Otranto, Francesco Neri, il vescovo di Nardó-Gallipoli, il leccese Fernando Filograna e il vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca, Vito Angiuli, hanno dato, infine, appuntamento al prossimo anno per ricominciare a vivere come Chiesa salentina questo percorso formativo interdiocesano: occasione utile non solo per ritrovarsi insieme ma anche per allargare lo sguardo e il cuore attraverso le esperienze delle varie realtà diocesane.

 

 

Photogallery di Arturo Caprioli.

 

 

 

clic qui per l’articolo sul sito del giornale della Diocesi