In questa domenica e nella prossima la pagina evangelica ci presenta quelle che gli esegeti chiamano le “antitesi”, cioè le contrapposizioni di Gesù alla Legge antica, ma non è pienamente corretto definire così il discorso di Gesù, anche se nella costruzione notiamo che per sei volte, (quattro in questa domenica e due nella prossima), Gesù rievoca la legge antica (“Avete inteso che fu detto…”) e per sei volte ne presenta il compimento (“ma io vi dico”). Vivere all’altezza di tale compimento che Gesù proclama di essere venuto a portare significa praticare una giustizia “più abbondante” (5,20), resa possibile unicamente dal manifestarsi definitivo del volto di Dio, Padre di Gesù. Se non è venuto ad eliminare, Gesù non è venuto nemmeno semplicemente a confermare, a dire che bisogna semplicemente seguire Mosé e i Profeti, il compimento che Gesù opera è un mostrare il senso vero della Torah, è un rimandare al principio originario, a Dio stesso. In questa prima parte delle antitesi gli ambiti in cui l’agire dei discepoli diventa trasparenza del comportamento stesso del Padre sono il modo nuovo di interpretare e vivere due delle parole del decalogo (“non uccidere” e “non commettere adulterio”) nonché l’atteggiamento nuovo verso giuramenti, compreso quello matrimoniale, e voti. “Gesù non fa niente di inaudito o di nuovo quando contrappone alle norme casuistiche, pratiche, sviluppate nella Torah, la pura volontà divina come la «maggiore giustizia» che si deve aspettare dai figli di Dio. Egli riprende il dinamismo intrinseco alla stessa Torah, sviluppato ulteriormente dai profeti e, come l’Eletto, come il profeta che con Dio stesso si trova «faccia a faccia», le dà la sua forma radicale…Nelle antitesi del Discorso della montagna Gesù ci sta davanti non come un ribelle né come un liberale, ma come l’interprete profetico della Torah che Egli non abolisce, ma porta a compimento- la porta a compimento proprio indicando alla ragione che agisce nella storia lo spazio della sua responsabilità” (Ratzinger J.-Benedetto XVI, Gesù di Nazaret, Milano 2007, 155).

Don Tiziano Galati
Responsabile dell’Apostolato Biblico
Ufficio Catechistico

clic qui per l’articolo sul sito diocesano