Ieri sera nei locali della parrocchia di San Lazzaro in Lecce si è tenuto il primo incontro “Gps. Giovani per scelta. Orientarsi con il Vangelo”, il percorso organizzato dal Servizio diocesano di pastorale giovanile e vocazionale.
Il percorso, guidato da don Flavio De Pascali e don Salvatore Corvino, responsabili della nascente comunità vocazionale della Chiesa di Lecce, è stato pensato e destinato a ragazzi, ragazze e giovani che cercano di orientarsi nella loro vita attraverso la scoperta della loro vocazione.
Una proposta che nasce per accompagnare in un cammino di discernimento – come ha sottolineato l’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta (LEGGI): “chi sente di interrogarsi sulla propria vocazione, non solo quella al sacerdozio o alla vita consacrata, ma più ampiamente alla chiamata che Dio opera nella vita di ciascuno e nella cui risposta ognuno diventa pienamente se stesso: nel matrimonio, nella professione, nel servizio o nella consacrazione speciale”.
Diversi i momenti durante la serata che hanno coinvolto attivamente i ragazzi con delle domande dirette ad indagare sulla loro ricerca, sul cosa e, soprattutto, su chi viene cercato.
Dopo un’introduzione sul senso della vocazione, su cosa sia la vocazione e la vocazione come relazione e come ricerca di Dio, la riflessione è proseguita con l’analisi del testo di Giovanni, nel quale Gesù è interrogato dai discepoli in ricerca (Gv1,35-40): “Maestro, dove abiti?”.
In conclusione, spazio a momenti di riflessione, di condivisione e di presentazione del progetto.
Al termine della prima tappa del Gps, don Salvatore Corvino ha spiegato il senso di questa nuova iniziativa diocesana.
Don Salvatore, come è andato questo primo incontro del percorso Gps?
È stato un inizio carico di curiosità per quello che poteva essere. C’era un clima bello, caratterizzato dal desiderio dei ragazzi e dei giovani di farsi domande di senso. È stato il primo passo di quello che desideriamo sia un cammino condiviso e una vera “custodia” per le loro vite.
Quali sono state le prime impressioni e risonanze nei ragazzi?
Ci hanno restituito soprattutto la ricchezza della loro inquietudine e dei lor interrogativi più profondi. Molti di loro avvertono la fatica del “navigare a vista”, un’espressione che abbiamo usato nella nostra lettera di invito. I ragazzi hanno un forte desiderio di profondità: cercano strumenti per decifrare i propri sogni e le proprie fatiche. Aver chiarito che questo è un percorso per capire come diventare “pienamente se stessi li ha fatti sentire liberi e davvero protagonisti.
Quale sarà il filo conduttore dei prossimi appuntamenti?
Il filo conduttore è già nel nostro titolo: “Orientarsi con il Vangelo”. Da qui a fine maggio, la Parola di Dio sarà la vera “bussola” (o il Gps, per restare in tema) che ci guiderà. I prossimi incontri serviranno ad allenare i ragazzi a porre le giuste domande di senso e a “sintonizzare il cuore sulla frequenza” del Signore, come ci ha augurato l’arcivescovo. Lavoreremo per far emergere i loro desideri profondi, confrontandoli con il progetto di bellezza che Dio ha pensato per ciascuno, fino ad arrivare a maturare gli strumenti per fare scelte coraggiose e autentiche.
Che rapporto c’è tra Gps e nascente comunità vocazionale?
Il percorso Gps non è solo una serie di incontri, ma è può essere anche il seme da cui far germogliare una comunità vocazionale. Desideriamo generare un grembo, fatto di relazioni, preghiera e discernimento comunitario, dove i giovani in ricerca possano sentirsi sempre a casa, sostenendosi a vicenda in questo cammino di scoperta.
Quali sono gli obiettivi della pastorale giovanile e vocazionale attraverso questo percorso?
L’obiettivo principale è sviluppare e diffondere una vera cultura vocazionale. Vogliamo superare l’idea che la “vocazione” sia un tema riservato solo a chi pensa al sacerdozio o alla vita consacrata. La vocazione è la chiamata alla felicità per ogni singolo giovane. Inoltre, questo percorso si pone l’obiettivo di sostenere il lavoro quotidiano dei nostri parroci: vogliamo offrire, come servizio diocesano, uno “spazio-ponte”, capace di accogliere quei giovani che le parrocchie intercettano e che mostrano un desiderio di maggiore consapevolezza rispetto alla loro vita di cristiani-discepoli.







