15 Marzo 2026

Quegli andò, si lavó e tornó che ci vedeva”.

Gesù arriva a Gerusalemme, al cuore stesso della religiosità ebraica. Qui c’è il tempio, richiamo alla presenza stessa di Dio che abita in mezzo al suo polpo. Eppure, il Vangelo, fa emergere subito una sfumatura importante.Il luogo che più di ogni altro dovrebbe avere “luce” è quello più immerso nelle tenebre. Gesù steso sottolineerà che hanno occhi ma non vedono.

C’è una tenebra che ricopre il cuore come un velo. Un’oscurità che attanaglia l’anima e che non permette di riconoscere e scorgere la bellezza di quanto circonda la storia. Il miracolo del cieco, diventa un richiamo anche per le nostre cecità. A volte presumiamo di vedere, ma facciamo fatica a guardare davvero in profondità, a riconoscere la realtà.

Il Vangelo, ci consegna gioiosamente, il cammino per aprire i nostri occhi e contemplare la bellezza di un Dio che vuole restituirci la luce e alla luce. Perché la nostra vita diventi segno luminoso che possa accompagnare la storia di fratelli e sorelle.

Lasciamoci toccare da Dio, lasciamoci inviare lungo le strade del mondo a portare luce a quanti incontreremo lungo il cammino.

Buona giornata

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