01 Maggio 2026

SAN GIUSEPPE LAVORATORE – Memoria

Non è costui il figlio del falegname?

Oggi, ci viene proposta la figura di Giuseppe, la quale, ci sprona ad una riflessione sulla dignità e il valore del lavoro. Di San Giuseppe, il Vangelo, ci offre poche ma essenziali notizie che ne delineano la fisionomia. Uomo giusto, uomo generoso e attento alla voce di Dio, uomo del silenzio e falegname. Le coordinate della vita di Giuseppe, ce lo mostrano per ciò che è un artigiano di umanità e di relazioni. Un uomo capace di cogliere il bello e il buono dalla vita, proprio come solo un artigiano abituato alla ruvidezza del legno sa cogliere le potenzialità e le possibilità di dare forma e valore ad un tronco nodoso che mani inesperte scarterebbero a priori. Nel silenzio e nel sogno che si fa realtà prende consistenza la storia reale. Giuseppe, ci insegna proprio questo, come un giorno lo ha insegnato al Figlio di Dio. Non c’è vita che sia così ruvida, nodosa e dura che non possa nel silenzio della meditazione, nell’accoglienza di un sogno più grande, nella pazienza dell’attesa e nell’abile maestria dell’impegno quotidiano essere trasformata in un capolavoro. Giuseppe esempio di uomo che ha saputo dare forma nuova alla sua vita e ai suoi sogni, alla sua esistenza e alla sua relazione con Dio, insegnaci l’arte di essere artigiani della nostra vita, a non accontentarci di esistenze prodotte in serie, ma a mantenere vivi i sogni e a saper attendere i tempi, quelli di Dio che anche quando non sembrano coincidere con le nostre scadenze da calendario arrivano sempre puntuali al capolinea delle nostre vite per rendere possibile e dare forma al capolavoro della nostra esistenza. Aiutaci tu Giuseppe a saper coltivare silenzi fecondi, attese colme di speranze e meravigliose accoglienze che portano in sé il germe divino della vita nuova.

Buona giornata

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