Oggi, 4 maggio, la Chiesa di Lecce, alle 18, vivrà un momento di particolare gioia e comunione ecclesiale: l’accolito Giuseppe Ferraro verrà ordinato diacono nella cattedrale, per l’imposizione delle mani e la preghiera di ordinazione dell’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta.
Per Giuseppe si tratta di una tappa decisiva nel cammino verso il sacerdozio, ma soprattutto di un passaggio che segna l’ingresso in un ministero di servizio, vissuto “sull’esempio di Cristo servo”.
La comunità parrocchiale di Santa Rosa in Lecce e la comunità del seminario regionale di Molfetta che lo hanno accompagnato negli anni di formazione, hanno seguito con partecipazione questo percorso vocazionale, maturato attraverso lo studio, la vita comunitaria e il servizio ai più poveri, in particolare nella mensa della Caritas parrocchiale
Con l’ordinazione diaconale, Giuseppe assumerà ufficialmente compiti specifici nella vita della Chiesa: il servizio all’altare e alla mensa eucaristica, l’annuncio del Vangelo e la cura della carità verso i più fragili. Il diacono, infatti, è chiamato a vivere “sulla soglia”, tra la liturgia e la vita concreta delle persone, diventando segno visibile della Chiesa che serve.
Il diaconato, infatti, primo grado del sacramento dell’Ordine (seguito da presbiterato ed episcopato), rappresenta non un traguardo, ma l’inizio di una missione. Il diacono non agisce in nome proprio, ma è configurato a Cristo servo, assumendo uno stile di vita fondato sull’umiltà, sulla disponibilità e sulla carità. Come si ricorderà, nella Chiesa esistono sia diaconi “transitori” (in cammino verso il sacerdozio) come Giuseppe, sia diaconi permanenti, anche sposati, che svolgono il loro ministero nella vita quotidiana delle comunità.
L’ordinazione si svolgerà all’interno della celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo e seguirà una struttura antica e ricca di significato simbolico. Dopo la proclamazione del vangelo e prima dell’omelia, Giuseppe verrà chiamato per nome e si presenterà all’arcivescovo. La Chiesa attesterà la sua idoneità e il pastore lo sceglierà ufficialmente per il diaconato. All’omelia seguiranno le promesse dell’ordinando: Giuseppe si impegnerà pubblicamente a vivere il ministero con fedeltà, in comunione con il vescovo e secondo il vangelo. Arriverà poi un momento particolarmente intenso e suggestivo: l’ordinando si prostrerà a terra mentre l’assemblea invocherà attraverso le litanie, l’intercessione dei santi, segno di affidamento totale a Dio.
Dopo il canto delle litanie l’arcivescovo imporrà le mani sul capo di Giuseppe e pronuncerà la preghiera di ordinazione. È il cuore del rito: in questo gesto, il successore degli Apostoli, inviato alla Chiesa di Lecce, trasmetterà a Giuseppe il dono dello Spirito Santo. Infine, il nuovo diacono, rivestito della stola e della dalmatica, riceverà dall’arcivescovo il segno del suo ministero, il libro dei Vangeli, simbolo della missione di annunciare la Parola.
L’ordinazione di Giuseppe Ferraro non è solo un evento personale, ma un dono per tutta la comunità diocesana. Il diacono è chiamato a essere ponte tra la Chiesa e le periferie esistenziali, portando il Vangelo nei luoghi della sofferenza, della povertà e della vita quotidiana. In questo senso, il suo ministero si inserisce nella missione più ampia della Chiesa: annunciare, celebrare e servire. Ed è proprio nel servizio – discreto ma essenziale – che il diaconato rivela tutta la sua forza e attualità.
La celebrazione, a partire dalle 18, per la regia di don Emanuele Tramacere e il commento alla liturgia di Francesco Capoccia, verrà trasmessa in diretta sulla pagina Fb di Portalecce e in tv sul canale 19 di Tele Dehon.







