“Le parole offensive che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump ha rivolto al Santo Padre e la sua risposta calma e ferma, hanno generato in me una riflessione che si può articolare intorno a tre parole fondamentali. La prima è dispiacere, la seconda è timore e la terza è orgoglio”.
DISPIACERE
Così si è espresso l’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta all’indomani del duro attacco del presidente Usa al Pontefice. “Sono dispiaciuto – spiega – per l’offesa recata al Santo Padre, alla sua persona e al suo ministero. Le parole terribili usate da Trump mostrano la povertà della cultura istituzionale ma anche l’assenza della cultura del rispetto, molto evidenti in chi le ha pronunciate”. E aggiunge: “Sono dispiaciuto anche per gli stessi Stati Uniti: se una democrazia che è spesso considerata come un modello produce una simile classe dirigente, senza avere gli anticorpi giusti per poterla arginare, devo dedurre che vi siano limiti evidenti che andrebbero affrontati con urgenza, prima che sia troppo tardi”.
TIMORE
“Ho la sensazione – riflette l’arcivescovo – che le parole del presidente americano siano i segnali di una strategia più ampia: screditare il Santo Padre come autorevole oppositore morale del trumpismo, unica controparte credibile di fronte al sempre più esplicito tentativo di scardinare l’ordine mondiale e gli stessi diritti umani che lo sostengono”.
ORGOGLIO
La terza parola è orgoglio: “Sì, sono santamente orgoglioso di avere il Papa, di guardare a un’autorità che è una diaconia e un servizio all’umanità intera che trova il coraggio di gridare con libertà profetica contro la guerra, contro la violazione dei diritti umani, ma anche contro ogni strumentalizzazione del Vangelo. Per cui, se potessi rispondere a Trump gli direi che le parole di Leone XIV e l’atteggiamento con cui il Papa ha vissuto questo confronto con lui, mostrano che è proprio vero il contrario di ciò che egli ha affermato”.
“Il Santo Padre – conclude il pastore leccese – si è manifestato non pessimo, ma ottimo; non debole, ma forte; certamente non collocato da Trump in quella posizione, ma scelto come Successore di Pietro, dallo Spirito Santo. È per questo come cattolico mi sento santamente orgoglioso”.







