Si è tenuta presso la nuova sede della Curia arcivescovile di Lecce, la prima delle tre serate di formazione riservate agli educatori e agli operatori parrocchiali nell’ambito del percorso #SPAZIOTEMPO, promosso dal Servizio diocesano di pastorale giovanile e vocazionale.

 

 

 

Il titolo della serata – “Tu sei prezioso ai miei occhi. Educarsi all’educare” – ha indirizzato il tono e l’orizzonte scelti: non un corso di tecniche, non un aggiornamento professionale in senso stretto, ma un invito a rimettere al centro il perché di un’azione educativa che, per essere autentica, deve partire prima di tutto da sé.

L’incaricato del Servizio diocesano, don Salvatore Corvino, ha aperto l’incontro sottolineando come la pastorale giovanile non possa ridursi a un insieme di attività ben organizzate, ma debba essere cura delle relazioni e richiamando in questa verità la Christus Vivit di Papa Francesco, che ricorda come ogni giovane incontrato sia, in qualche modo, un appuntamento con Cristo. Ha evidenziato il rischio di sapere molto sui giovani in astratto e poco sul giovane concreto che si ha davanti; e ha proposto la domanda che stava al cuore della serata: vale ancora la pena formarsi, mettersi in discussione, investire in una pastorale che insegue un mondo che cambia più velocemente di quanto si riesca a capire?

A guidare il percorso i formatori Danilo Manta e Clarissa Greco, che hanno condotto i partecipanti – responsabili dei gruppi giovani delle parrocchie della diocesi – attraverso attività esperienziali, momenti di espressione corporea, scrittura e riflessione personale. Il filo conduttore della serata è stato la dimensione individuale dell’educatore: prima ancora di parlare di metodi o di stile, è necessario fermarsi su sé stessi, riconoscere i propri schemi, le proprie risorse e le proprie fragilità. Solo da questa consapevolezza può nascere una relazione educativa davvero autentica.

È emersa con forza la convinzione che educare e educarsi siano processi inscindibili: non si accompagna nessuno da una posizione di immobilità. Il clima vissuto ha confermato questa intuizione, partecipazione genuina, curiosità, disponibilità al confronto e alla condivisione di esperienze concrete, quelle che ogni giorno si misurano nelle parrocchie, negli oratori, nelle associazioni.

Il percorso proseguirà con altri due appuntamenti: il 7 maggio con “Stesso posto, stessa storia, stesso bar. Allineare stile educativo e linguaggio”, e il 28 maggio con “Ci vuole naso. Quando le relazioni profumano di autenticità”. Tutti gli incontri si tengono presso la sede della Curia a Castromediano.

 

Photogallery di Arturo Caprioli.

 

 

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