C’è un’esortazione di Papa Leone XIV che incoraggia e sostiene ciò che nel territorio della diocesi di Lecce è la rete di preghiera che, attraverso diverse persone, si impegna a pregare un’ora al mese per tutte le vocazioni.

 

 

Eccola di seguito: “Ascoltate la voce del Signore che vi invita a vivere una vita piena, realizzata, mettendo a frutto i propri talenti (cfr Mt 25,14-30) e inchiodando alla Croce gloriosa di Cristo i propri limiti e le proprie debolezze; fermatevi, dunque, in adorazione eucaristica, meditate assiduamente la Parola di Dio per viverla ogni giorno, partecipate attivamente e pienamente alla vita sacramentale ed ecclesiale: in questo modo conoscerete il Signore e, nell’intimità propria dell’amicizia, scoprirete come donare voi stessi”.

L’iniziativa tutta leccese, nota come Monastero invisibile sorse per volontà del compianto arcivescovo Cosmo Francesco Ruppi, pastore della Chiesa salentina dal 1988 al 2009 e col tempo si è delineata in maniera sempre più concreta tanto che l’Apostolato della Preghiera (oggi Rete mondiale di preghiera del Papa) ne è diventato il movimento ecclesiale che anima e guida questo momento di condivisione particolare all’interno delle comunità e attraverso il contributo di tutti, giovani, anziani, ammalati, singoli e famiglie.

Nel pomeriggio di oggi 14 maggio alle 17, allora, si terrà un appuntamento forte presso la cappella della nuova Curia arcivescovile di Lecce con l’adorazione eucaristica guidata dall’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta e promossa dal gruppo Rete mondiale di preghiera del Papa diretto da don Alberto Taurino e dal Servizio diocesano di pastorale giovanile e vocazionale diretto da don Flavio De Pascali e da don Salvatore Corvino.

Tale tempo di intercessione contribuisce a sostenere chi ha già risposto alla chiamata di Dio, sostiene il discernimento di quanti desiderano scoprire il progetto di Dio per la loro vita ed intende tenere desta l’attenzione collettiva alla dimensione vocazionale.

Così si esprimeva San Giovanni Paolo II: «Obbedendo al comando di Cristo – “Pregate il padrone della messe, perché mandi operai nella sua messe” – la Chiesa compie prima di ogni altra cosa un’umile professione di fede: pregando per le vocazioni, mentre ne avverte tutta l’urgenza per la sua vita e per la sua missione, riconosce che esse sono un dono di Dio e, come tali, sono da invocare con una supplica incessante e fiduciosa» (Pastores dabo vobis n. 38).

Questo momento di grazia, allora, sia opportunità per ravvivare il senso dello stare al mondo e della missione del cristiano coltivando l’attenzione alla voce del Signore che parla a tutti gli uomini di buona volontà.

 

clic qui per l’articolo sul sito del giornale della Diocesi