
“Uniti Possiamo”: ad Andria la condivisione diventa segno.
“Uniti Possiamo” non è uno slogan. È un fatto. Diciassette parrocchie della Diocesi di Andria hanno scelto di mettersi in rete per il progetto promosso dall’Ufficio Sovvenire, portando una raccolta di 9.403 euro. A questa cifra si aggiungono 3.000 euro, frutto della parte restante della quota raccolta per il pellegrinaggio diocesano giubilare a Roma dell’ottobre scorso. Totale: 12.403 euro donati per la vita della Chiesa. Il principio: condividere è moltiplicare
Alla base di Uniti Possiamo c’è un’idea semplice e rivoluzionaria: “sovvenire” significa “venire in aiuto”. Non è elemosina. È corresponsabilità. È dire “questa Chiesa è anche mia” con un gesto concreto. Condivisione. Anche poco.”Questi 12.403 euro non sono numeri. Sono stipendi dignitosi per i sacerdoti che servono nelle parrocchie più piccole che danno un piccolo respiro a tutto il sistema dell’ 8×1000 per continuare a pagare luce e gas per le famiglie che bussano in parrocchia . Sono percorsi per i giovani, formazione per i seminaristi, carità che non fa rumore ma tiene in piedi la comunità.Il sistema che regge la Chiesa
Il Sovvenire si fonda su due pilastri: le Offerte deducibili per il sostentamento del clero e l’8xmille. Una firma che non costa nulla, ma che ad Andria si trasforma in tetti riparati, mense aperte, oratori vivi. Uniti Possiamo nasce per ricordare che senza questo sistema, molte porte si chiuderebbero. La fatica bella di fare rete
Diciassette su trentasei parrocchie attive: è un inizio, non un traguardo. La difficoltà di recuperare consensi nelle parrocchie resta. C’è chi non conosce, chi diffida, chi dice “ci penserà qualcun altro”. Eppure, dove il progetto è stato spiegato, raccontato, vissuto, la risposta c’è stata. La sfida è culturale prima che economica: passare dalla delega alla partecipazione. La proposta: crescere nello stile della condivisione/corresponsabilità.
Uniti Possiamo non finisce con un bonifico. Inizia da lì. La proposta per la Diocesi di Andria è chiara: che questo stile di condivisione e di sostegno cresca ancora. Che diventi normale parlare di Sovvenire in consiglio pastorale. Che ogni parrocchia racconti dove vanno le offerte. Che ogni fedele sappia che il suo contributo può dare un giorno di serenità a un prete anziano.Perché se diciassette parrocchie hanno raccolto oltre 12mila euro, cosa potremmo fare in trentasei? Cosa potremmo fare se ogni battezzato scegliesse il passo corto della corresponsabilità?Uniti possiamo davvero. Ma solo se restiamo uniti. Qui. Adesso.
Don Vito Gaudioso
Responsabile diocesano per Sovvenire
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