Omelia nella Messa della festa della Madonna di Leuca
Basilica di Leuca, Leuca 13 aprile 2026.

Cari fratelli e sorelle, 

oggi ricorre la festa della Madonna di Leuca. Il tempo pasquale rende ancora più gioiosa questa speciale ricorrenza mariana. Il richiamo all’evento miracoloso accresce la certezza che la nostra Chiesa e il territorio salentino godono di una particolare protezione della Vergine de finibus terrae

Celebriamo questa liturgia richiamando l’immagine del Cenacolo che ho evocato nella lettera alla diocesi[1]. Il testo degli Atti degli Apostoli descrive la scena con queste parole: «Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne, con Maria, madre di Gesù, e con i fratelli di lui» (At 1, 14). Questo versetto ci mostra il cuore della prima comunità cristiana subito dopo l’ascensione di Gesù. 

Il Cenacolo, la culla della prima comunità cristiana

Gli apostoli, insieme a Maria e a tutte le donne che avevano seguito Gesù, si raccolgono in unità e preghiera, in attesa della promessa dello Spirito Santo. il Cenacolo rappresenta non solo un luogo fisico, ma come un simbolo della nascita della Chiesa e della vita comunitaria cristiana. È la casa in cui si sperimenta la presenza di Cristo e in cui prende forma una comunità unita dalla fede e dalla missione. Dopo la risurrezione di Cristo, il Cenacolo continua a essere un punto di riferimento per gli apostoli, che vi si riuniscono per rafforzare il loro legame. In un clima di ascolto, condivisione e preghiera si manifesta l’unità del gruppo apostolico, raccolto nella memoria del Signore risorto e nell’attesa dello Spirito Santo. È qui che vengono poste le basi della comunità, fondata sui valori dell’amore reciproco, del servizio e della fraternità. 

Il versetto biblico richiama tre parole chiave: perseveranza, concordia e preghiera. Innanzitutto, la perseveranza: gli apostoli non si scoraggiano di fronte all’assenza fisica di Gesù. La loro forza non viene dalla vista del Maestro, ma dalla fede e dalla fiducia nella sua promessa. Anche noi siamo chiamati a perseverare nella vita cristiana, soprattutto nei momenti di difficoltà o di incertezza, confidando che Dio non ci abbandona mai. In secondo luogo, la concordia: l’unità dei discepoli è segno della presenza dello Spirito. La Chiesa nasce nella comunione e cresce nell’amore fraterno. Non è sempre facile restare uniti, ma è nella concordia che possiamo davvero essere testimoni credibili del Vangelo. Infine, la preghiera: prima di iniziare la loro missione, gli apostoli pregano insieme. La preghiera non è un optional; è la linfa vitale della vita cristiana. Solo chi prega può accogliere la forza dello Spirito e portare frutto nella propria vita e nella vita degli altri. 

Maria, la Madre di Gesù 

Il versetto sottolinea la presenza di Maria e delle altre donne. Già nella vita pubblica di Gesù soprattutto il Vangelo di Luca mette in evidenza la presenza delle donne durante la sua predicazione. Così all’inizio della Chiesa, si sottolinea che la comunità cristiana non è fatta solo di uomini, ma di tutti coloro che seguono Cristo con fede. La partecipazione delle donne ci ricorda che ogni battezzato ha un ruolo prezioso nella comunità.

Anche nel Cenacolo, come sul Calvario, Maria è menzionata insieme con alcune donne, non però come una di esse, ma la come la «madre di Gesù». Questo titolo che segue la menzione del suo nome, mette Maria su un piano completamente diverso, superiore non solo a quello delle donne, ma anche a quello degli apostoli. Cosa significa che Maria è la madre di Gesù? Vuol dire che lo Spirito Santo che sta per venire è «lo Spirito del figlio suo»! Tra lei e lo Spirito Santo c’è un legame oggettivo e indistruttibile che è lo stesso Gesù che hanno generato insieme. Di Gesù, nel Credo, si dice che si è incarnato «per opera dello Spirito Santo, da Maria Vergine». Maria non è dunque nel Cenacolo semplicemente come una delle donne, anche se all’esterno nulla la distingue dalle altre, né lei fa nulla per distinguersi dalle altre. 

È certamente la presenza di Gesù che irradia lo Spirito, ma Gesù è in Maria e agisce attraverso di lei. Lei appare come l’arca o il tempio dello Spirito, come suggerisce anche l’immagine della nube che l’ha coperta della sua ombra. Essa infatti richiama la nube luminosa che, nell’Antico Testamento, era segno della presenza di Dio o della sua venuta nella tenda (cf Es 13,22; 19,16).

Maria appare legata allo Spirito Santo da un vincolo oggettivo, personale e indistruttibile: la persona stessa di Gesù che insieme, anche se con apporti assolutamente diversi, hanno generato. Per tenere separati tra loro Maria e lo Spirito Santo, bisogna separare lo stesso Cristo, nel quale le loro diverse operazioni si sono concretizzate e oggettivate per sempre

Maria, che negli Atti ci viene presentata come perseverante nella preghiera in attesa dello Spirito Santo, è la stessa che l’evangelista Luca ci presenta, all’inizio del suo Vangelo, come colei sulla quale è sceso lo Spirito Santo. Alcuni elementi fanno pensare a uno stretto parallelismo tra la venuta dello Spirito Santo su Maria nell’Annunciazione e la venuta sulla Chiesa a Pentecoste, sia tale parallelismo voluto dall’evangelista, sia dovuto alla corrispondenza oggettiva tra le due situazioni.

A Maria, lo Spirito Santo è promesso come «potenza dell’Altissimo», che «scenderà» su di lei (cfr. Lc 1,35); agli apostoli è promesso ugualmente come «potenza» che «scenderà» su di essi «dall’alto» (cfr. Lc 24,49; At 2,8). Ricevuto lo Spirito Santo, Maria si mette a proclamare (megalynei), in un linguaggio ispirato, le grandi opere (megala) compiute in lei dal Signore (cfr. Lc 1,46.49); ugualmente, gli apostoli, ricevuto lo Spirito Santo, si mettono a proclamare in varie lingue le grandi opere (megaleia) di Dio (cfr. At 2,11). Anche il Concilio Vaticano II mette in rapporto tra loro i due eventi, quando dice che nel Cenacolo «vediamo Maria implorare con le sue preghiere il dono dello Spirito, che all’Annunciazione l’aveva presa sotto la sua ombra».

Maria, la Madre e il modello della Chiesa nascente

Il Concilio Vaticano II ha reso familiare l’espressione cara ai Padri che parla di Maria come “figura della Chiesa“, suo modello e sua madre. Maria non è solo madre di Gesù, ma anche la Madre e il modello della comunità cristiana. I Padri vedono Maria nel Cenacolo come: presenza reale, figura simbolica della Chiesa, modello di fede e attesa dello Spirito. La sua presenza non è casuale: è la Madre spirituale della comunità, colei che ci insegna come vivere la fede nell’attesa dello Spirito. 

La sua presenza al Cenacolo indica che lo Spirito Santo non discende su singoli isolati, ma su una comunità unita. La Pentecoste non è un evento individuale, ma comunitario; non avviene senza preghiera, senza fede e senza ascolto. La madre di Gesù ci invita a prepararci ad accogliere lo Spirito Santo nella nostra vita e a diventare, come lei, testimoni coraggiosi del Vangelo nel mondo. Ella accompagna come madre la crescita dei discepoli e li sostiene nel coraggio della missione.  Maria è in comunione con gli apostoli, a ricevere e a condividere lo Spirito. Lei è lì per accompagnare gli apostoli nella loro missione. Maria ci insegna a prepararci ad accogliere lo Spirito: non basta la presenza fisica, serve il cuore disponibile. La Pentecoste ci ricorda che lo Spirito ci dona coraggio, sapienza e gioia per vivere e annunciare il Vangelo.

Dopo Gesù, Maria è la più grande carismatica nella storia della salvezza perché in lei lo Spirito Santo ha compiuto la suprema di quelle sue azioni prodigiose che consiste nell’aver suscitato da Maria, non una parola di sapienza, non una dote di governo, non una visione, non un sogno, non una profezia, ma la vita stessa del Messia, la fonte di tutti i carismi, colui dal quale abbiamo ricevuto “grazia su grazia” (Gv 1,16).

Maria è colei che avendo, nell’Annunciazione, ricevuto e sperimentato in se stessa la potenza dello Spirito, a Pentecoste si mette a disposizione dei discepoli perché anch’essi ricevano lo stesso dono e la stessa “potenza dall’alto“. 

Il mistero del Cenacolo esprime la nostra missione nella Chiesa e il significato della presenza di Maria nella nostra spiritualità. È il mistero della prima assemblea della Chiesa nascente con Maria, mistero di attesa e di invocazione nella preghiera e nel ritiro, completamente orientato verso l’effusione dello Spirito che manda gli apostoli, rivestiti di potenza dall’alto, «fino agli estremi confini della terra». Ogni gesto di carità, ogni parola di incoraggiamento, ogni preghiera condivisa diventa il fuoco dello Spirito che trasforma la nostra comunità.


[1] Cfr. V. Angiuli, La Chiesa del Cenacolo: vocazione, comunione, missione, Edizioni VivereIn, Monopoli 2025.

clic qui per l’articolo sul sito della Diocesi di Ugento – S. Maria di Leuca